In matematica l'intersezione è l'insieme dei punti comuni a due linee. Nella mia vita è l'insieme dei momenti in cui ho condiviso significativamente la mia esperienza con quella di altre persone e questo mi ha in un qualche modo cambiata.
Di parole e di cibo
Un'altra storia da collezione per la rubrica "Racconti nel carrello", quella di un pacco di würstel che parla dei timori di una vita.
Esco da una Food Masterclas di Food Writing con Mariachiara Montera e adesso pigiare i tasti del computer mi sembra più insidioso di camminare sui carboni ardenti. Inizio marzo con un po' di consapevolezza in più, mettere in discussione tutto per provare a fare meglio è importante.
I "Racconti nel carrello" sono nati in coda alla cassa. Questo nello specifico è spuntato mentre guardavo due vecchietti fare la spesa e comprare una quantità di mele esagerata, ho pensato che il motivo non potesse essere altro che romantico.
Febbraio: un mese breve e ordinato, che quest'anno comincia di lunedì e finisce di domenica.
Alle sette sono andata a correre e i bar erano già aperti, è stato strano e bellissimo vedere le luci filtrare dalle vetrine, i gestori muoversi dietro il loro bancone e le persone accomodarsi al calduccio, come fosse un inverno qualsiasi. Sono anche ricominciate le scuole superiori e ho pensato che i ragazzini stamattina - non tutti, perché si alternano ovviamente - hanno ripreso contatto con una routine ormai dimenticata.
L'anno scorso a quest'ora non potevo nemmeno immaginare quello che sarebbe successo, anzi, vi faccio una confessione: proprio in questi giorni iniziavo a sentire parlare della Cina, di Wuhan e del Covid ma, vedendolo come qualcosa di estremamente lontano, non m'importava più di tanto, perché non era un mio problema. Non c'è una morale in questa storia (sebbene ci sia eccome), il fatto è che davvero, a distanza di un anno dall'inizio della pandemia, non riesco ancora a credere che ci stia accadendo tutto questo.
Vi capita mai di guardare nel carrello della spesa altrui? A me sempre.
C'è tutto un mondo in quell'agglomerato di oggetti che insieme, almeno nella mia fantasia, compongono un puzzle perfetto della persona che ho davanti.
I "Racconti nel carrello" sono il frutto di uno studio antropologico approfondito in coda alla cassa.
Per me inizio è arrivare in cucina con quasi tutte le luci spente, riuscire a mettere il caffè nella moka con movimenti assonnati e distratti, sbagliare e riporre la moka in frigorifero e arrivare giusto ad appoggiare la scatola di latta che contiene il mio prezioso caffè sul fornello, per accorgermi del pasticcio in corso (questo succede almeno una volta a settimana). Accendere il fuoco, dare un biscottino a Olivia e sedermi, nel silenzio, con la mia tazzina fumante e qualche galletta di riso ricoperta di nocciolata.
Non esco di casa se questo rito non ha avuto luogo, nemmeno con la promessa della migliore colazione in circolazione. Io ho le mie abitudini ed è così che voglio iniziare la giornata.
La tavola è spesso il teatro dei più memorabili momenti della vita. Storie belle e brutte vi si alternano intorno al ritmo incalzante delle portate servite.
Dopo mesi trascorsi a prendere ispirazione dalle ricette di La Cucina Italiana, per l'ultimo racconto dell'anno mi sono lasciata trasportare dall'immagine di una tavola, quella di Giusi Battaglia a pagina 85.
Si chiude così una rubrica che mi ha dato la possibilità di raccontare tante storie di fantasia intorno alla cucina. Grazie alla mia rivista del cuore che, inconsapevolmente, mi ha fatto viaggiare in un luogo meraviglioso, sospeso fra palato e pensiero.
L'ultimo editoriale del 2020. Mimì in Cocotte fra un pochino compie un anno. Come state?
Questo mese sembra davvero essere uno spartiacque fra il periodo terribile che abbiamo passato e una rinascita. Io ci credo profondamente, perché prima o poi tutto finisce, anche le cose brutte.
Prepariamoci a salutare questo 2020 con la consapevolezza che in un modo o nell'altro ci ha reso più forti, pur privandoci di tante cose e di tante persone. Accogliamo l'anno che arriva con ottimismo, aggrappiamoci all'idea che nel 2021 tutto andrà bene.
Meno uno e poi è finita. Questa rubrica ispirata alle ricette di La Cucina Italiana ormai volge al termine...a cosa lascerà spazio? Ci sto riflettendo, restate sintonizzati!
In questo racconto c'è un bel po' di me, come sempre d'altronde. È nato mentre tentavo di scrivere tutt'altro, quando capita così bisogna lasciare andare le parole e vedere fin dove arrivano. Avete mai assaggiato il Pain perdu?
