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Di parole e di cibo

Cinque cose belle - Giugno 2020

Quarto giorno di un mese cominciato di lunedì, adoro quando succede.
Ho sempre pensato a giugno come un mese affabile, che accompagna con cortesia verso il momento dell'anno migliore: l'estate. È il sesto mese, il punto più distante dall'inizio e dalla fine dell'anno e, stavolta, a questa cosa penso parecchio. Abbiamo trascorso settimane folli ed ora, pian pianino, sembra andare tutto sistemandosi, ci stiamo lasciando alle spalle brutte notizie, isolamento, paura e in cuor nostro stiamo cominciando a sperare in un'estate normale e, forse, ad un autunno e inverno normali...magari, chissà, non torna più.

Oggi la mia gioia è l'aver ritrovato Venezia, l'aver programmato un week end a Parma, l'aver recuperato il tempo perduto con la mia famiglia e con le mie amiche. Insomma giugno è davvero un mese che comincia con i migliori auspici: la voglia di tornare a programmare e ricalendarizzare i traguardi.
Questa è una settimana anomala, con un giorno di festa incastrato nel mezzo, il che non dispiace, godiamoci il sole, la vita e la libertà ritrovata.

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LA CUCINA ITALIANA - Il racconto di maggio

Ogni mese un racconto ispirato alla mia rivista del cuore, che ho scoperto essere un piccolo punto fermo per tantissime donne, di ogni età. Un altro racconto d'amore e cibo, due elementi vitali che nutrono in modi differenti.

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Cinque cose belle - Maggio 2020

Ieri mattina mi sono svegliata con calma, anzi, mi ha svegliato Marco che si è alzato per tirare fuori la granita con un paio d'ore d'anticipo, perché fosse della consistenza giusta a colazione.
Nel dormiveglia ho iniziato ad ascoltare i rumori dell'alba, abbiamo le pareti piuttosto sottili, così, ho sentito le mie vicine al piano di sopra alzarsi. Come sono belli i rumori pigri del mattino: lo sfregare svogliato delle pantofole sul pavimento, i buongiorni ad occhi strizzati, le serrande che si alzano e il borbottio della moka; quei primi piatti che sbattono, mentre il coltello sfrega la superfice ruvida di una fetta biscottata. 
Le mattine sono belle, non me le godo mai, perché mi sveglio sempre con l'ansia di non perdere un istante della mia giornata, quarantena o meno. Le nove corrispondono all'ora in cui, nella mia quotidianità, è già praticamente primo pomeriggio. Ieri no, ieri per un attimo ho sperimentato la lentezza.

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LA CUCINA ITALIANA - Il racconto di aprile

La Pasqua più strana della mia vita, senza la mia famiglia. La parola lontananza per me ha sempre avuto valore importante, sono cresciuta lontana dalla mia terra natale, lontana da numerosi ed importanti membri della mia famiglia, nonna, zii, cugini. Ma ho sempre avuto i miei genitori a portata di mano, cosa che non si può dire di molte delle persone a cui sono profondamente legata, abituate a vivere a chilometri di distanza da mamma, papà e fratelli. 
Anche se già avevo compreso parte di ciò che comporta la lontananza, cosa che mi ha sempre fatto odiare ogni genere di partenza, oggi più che mai sento che questo concetto mi sia arrivato chiaro e limpido. Un'esperienza in più, che ho voluto inserire nel racconto dedicato al numero di aprile di La Cucina Italiana.
Uscire a comprare la mia copia è stato un attimo di deliziosa normalità per cui ringrazio tutte le persone che ne hanno reso possibile la pubblicazione anche in un momento così delicato.

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Cinque cose belle - Aprile 2020

Senza: è una parola che ha assunto un nuovo significato nella nostra vita. Dopo alcune settimane stiamo imparando a metabolizzarla e ad accettarla. Quando ci saremo abituati (accadrà?) sarà nuovamente tempo di uscire. 
Dedicherò aprile ad una serie di riflessioni che ruotano attorno a questo termine, perché voglio maneggiarlo con la disinvoltura necessaria. Anche le ricette saranno senza: senza carne, senza zuccheri o senza latticini...non tutte, probabilmente, ma la maggior parte, così anche chi è legato a delle privazioni alimentari troverà qualche spunto culinario da seguire.

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ITALIANI: popolo di Santi, poeti e panificatori

RIMEDIARE ALLA TRISTEZZA CON LA CUCINA
Ho fatto una profonda riflessione negli ultimi mesi riguardo al ritorno alle nostre origini culinarie, questo è il tempo giusto per riprenderla. Siamo stati privati della normalità, senza impegni lavorativi, ritrovi sociali; senza prospettive? – sì, almeno a breve termine. Staremo in casa fino a nuovo ordine, chi con i propri cari, chi da solo. Si respira tristezza e l’ansia accompagna i sogni. Questa è la situazione ed è inutile negarlo.

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LA CUCINA ITALIANA - Il racconto di marzo

In realtà avevo pensato di dedicare il racconto ispirato a La Cucina Italiana alla festa della donna, poi si è scatenata una situazione che ha talmente coinvolto ognuno di noi da diventare, senza troppi sforzi, il tema del mese. Com'è strana la vita in questi giorni, ogni volta che il nostro Presidente del Consiglio ci parla viene meno qualche altra libertà, o piccola abitudine quotidiana. Finiremo col trasferirci definitivamente sul materasso in camera da letto. Eppure sappiamo che tutto questo è necessario per venire fuori dall'incubo. Non mi sono mai sentita così italiana come in queste ore ed è un piccolo ritorno positivo dell'epidemia: ci unisce tutti, nella buona e nella cattiva sorte. Oltre a questo vorrei aggiungere di essere fiera d'appartenere ad una Nazione che mette la salute del popolo al primo posto. Nemmeno la mia è una situazione semplice e credo cambieranno melte cose a causa di queste settimane di paralisi, eppure non mi dispiaccio che lo Stato abbia agito in questo modo. Andava fatto prima? fatto meglio? forse, ma credo abbiamo avuto la prova che ogni decisione, in un senso o nell'altro, è sempre stata dettata da ottime intenzioni.

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Cinque cose belle - Marzo 2020

Cura: avevo deciso di far ruotare il mese di marzo attorno a questo tema prima che in Italia scoppiassero paura-confusione-panico-disastro! E non ne voglio parlare francamente, perché, come avrete notato, l'hanno già fatto abbondantemente i giornalisti (o presunti tali).

La lentezza è un privilegio che ci si deve guadagnare. Io vivo a un ritmo intenso: mi alzo alle 6 e vado a correre, altrimenti, comincio immediatamente a lavorare. Faccio un lavoro che amo e ci ho messo anni ed impegno ad arrivare al punto di poter dire questo. Certo gli obiettivi sono sempre più alti, è una scalata costante che richiede concentrazione e determinazione.

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LA CUCINA ITALIANA - Il racconto di febbraio

Il cibo è il centro intorno al quale ruota la vita. E la vita non sa di ruotare intorno al cibo, anzi, crede sia il contrario, è convinta che la sfilata di piatti, sapori, ingrdienti, ricette, sia solo un carosello affascinante creato per sollazzarla. Sciocca. Non ha ancora capito quanto la memoria sia così profondamente legata al sapore e alla percezione di un boccone dato anche solo distrattamente. Mente la vita scorre il cibo ne segna le tappe.
Il racconto ispirato a La Cucina Italiana di febbraio parla d'amore, un tributo a San Valentino mi sembrava doveroso. Parla anche di ricordi, in questo caso tristi, che riemergono grazie a un dolce romano che io ho assaggiato solo di recente: il maritozzo. 
Si chiama così perché pare fosse il dolce che i fidanzati regalavano alle loro future mogli, i "maritozzi" chiamati così in un affettuoso vezzeggiativo, talvolta nascondevano nel dolce doni nuziali di valore.

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Cinque cose belle - Febbraio 2020

Nostalgia: questo è il mio tema per il mese di febbraio, a partire da un libro consunto che raccoglie le ricette della mitica Barbie, acquistato su eBay qualche anno fa e appartenuto, pare, ad una certa M. Birasell, come scritto a penna fra le prime pagine.

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Mimì