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La "Dolce Messina" di Sergio Di Giacomo

Vi racconto la Dolce Messina – Specialità e Pasticcerie storiche della città dello Stretto: un libro che ripercorre con meticolosa nostalgia la storia dei dolci della tradizione e di tutte le pasticcerie che ne hanno riempito la città.

Scoprire Messina, luogo di approdo e squisitezze

Cosa so di Messina, se non che ha dato i natali all'uomo che diventerà presto mio marito?
Il primo pasto che abbiamo condiviso insieme è stata una granita. Erano le otto del mattino e io da Catania l'avevo appena raggiunto a Messina in pullman.
Per me Catania è da sempre il centro di ogni fantasticare siciliano a tal punto che, quando alle scuole elementari la maestra Camilla mi chiese quale fosse il capoluogo della Sicilia, io risposi proprio: "Catania". Quale altra città mai avrebbe potuto essere bella e importante più della mia?

Eppure Marco mi ha mostrato Messina e da quando l'ho scoperta mi domando come facciano i fuorisede a sopravvivere senza quel panorama unico, che affaccia sullo Stretto e gode dell'incanto delle coste calabre.
Come fanno, mi chiedo, a vivere senza mare e senza dolci?

 La dolce Messina Sergio Di Giacomo 1

La Sicilia, i dolci

I dolci in Sicilia sono grandi protagonisti della tavola. Di un matrimonio al quale partecipai da bambina ricordo l’imponente buffet dei dessert che venne allestito a fine pasto: tanto maestoso da rimanere impresso nella memoria come un miraggio di gioia infantile, sul quale catapultare tutto l'entusiasmo possibile.

 

La Dolce Messina di Sergio Di Giacomo

Ho conosciuto il giornalista Sergio Di Giacomo proprio davanti a una granita, l’estate scorsa, a Torre Faro. Insieme a noi, oltre a Marco, c'erano Cinzia Alibrandi, giornalista messinese trapiantata a Milano, che nella sua sofisticata bellezza e personalità "corallo e turchese" ritrae tutta la seducente vivacità del sud e il grande Antonino Sarica, loro collega e amico, studioso di storia patria e autore di alcuni importanti libri sulla cultura enogastronomica e le tradizioni siciliane, come Lo stokkfisk venuto dal gelo. Della cultura del pescestocco a Messina.
Abbiamo fatto colazione al Bar Eden, che proprio nel libro di Di Giacomo leggo essere stato "luogo d'incontro dei ragazzi della Riviera dagli anni Settanta in poi, noto per la prelibatissima granita di gelsi e panna".

La mia curiosità quella mattina si è nutrita delle parole di tre giornalisti che hanno arricchito i ricordi di una ragazza catanese, che di Catania conosce ben poco, alla stregua, forse, del vacanziero fedele, che non manca mai una stagione.

Per descrivervi meglio il livello della mia preparazione sul tema fino ad allora, elenco un po' di ricordi legati alla mia famiglia e all’infanzia: la granita del signor Zerilli, il bar di Viale Libertà nel quale facevamo colazione perché si trovava poco distante da casa di nonna; il Misto Umberto - che io chiamavo "mister Umberto" - di Savia e Spinella, che mangiavamo a casa delle zie e si presentava sempre con quel centrino di carta bianco molto vintage.

Ai ricordi accumulati da bambina, nel tempo se ne sono aggiunti degli altri messinesi: la gianduia del Bar del Sud che, come scrive Di Giacomo, la guida bar d'Italia Gambero Rosso nel 2004 ha definito "eccellente"; i pomeriggi da Irrera in piazza Cairoli, trascorsi seduta come una vera messinese, in pausa durante una sessione di shopping natalizio.
Questo era il mio bagaglio, i miei legami con la pasticceria siciliana. Così, parlando prima con Di Giacomo e, poi, leggendo il suo libro ho ritrovato molti dei miei ricordi, fino ai più remoti, perché il viaggio intorno ai dolci che lui compie parte certamente da Messina, ma celebra le eccellenze dell'intera isola.

 

La città della "mezza con panna"

Non sono mai riuscita a descrivere la consistenza di una granita e dopo aver assaggiato la panna messinese - l'unica che abbia provato in Sicilia, sotto esortazione di Marco, perché generalmente la panna non la mangio - non riesco a descrivere nemmeno quella. È più dolce, perché viene zuccherata e conosce alla perfezione il suo ruolo, quando bagna quel mezzo bicchiere di caffè.
La "mezza con panna" appartiene a Messina come la stele della Madonna della Lettera, l'orologio astronomico, lo Stretto e le sue correnti. Nel cuore dei fedelissimi divide la sua gloria con il mezzo freddo: "bevanda estiva di caffè freddo liquido e allungato" scrive Di Giacomo, che può essere sempre arricchita con la panna e accompagnata con la brioche.

 

Testimoni della vita, i dolci scandiscono il tempo

Il tremendo fascino dei dolci siciliani si lega a tutta la storia dell'isola: un intreccio di mani e culture, da quella araba al quieto lavorio di monasteri e conventi.
Il libro di Sergio Di Giacomo è minuzioso nell'elencare ogni dolce, dalle sfinci di riso ai pani di cena - tipici della Pasqua -, dalla cassata alla cotognata, fino al chinotto. Poi si dedica con la stessa affezionata precisone anche alle pasticcerie, tutte quelle della città. Diventa un biglietto per viaggiare fra passato e presente, senza muovere un passo, con una tenera nostalgia.

Quando ho portato il libro a casa i miei suoceri si sono commossi nel leggere delle pasticcerie storiche messinesi, ne hanno ripercorso i fasti e ricordato incontri e appuntamenti.

Non credo che questo sia un libro per locals nostalgici, anzi, ho la sensazione che racchiuda davvero una testimonianza importantissima di ciò che è la nostra cultura gastronomica, tutta.

Lo fa narrandone la storia quando racconta le pasticcerie fra '800 e '900, esplorando le inevitabili contaminazioni internazionali, citando la letteratura e attingendo al ricordo di autori e giornalisti - amici e colleghi dell’autore - che con i loro racconti riescono a scendere nel profondo di una descrizione che solo la memoria soggettiva e personale può rendere tanto autentica. Hanno contribuito in molti: l’attrice Anna Kanakis, la scrittrice Alessia Gazzola, gli stessi Antonino Sarica e Cinzia Alibrandi.

Se volete acquistare il libro di Sergio Di Giacomo e immergervi in questo dolce banchetto virtuale scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Mimì in Cocotte

Martina Tripi
martinatripi@hotmail.it